le parole… la PAROLA
15 agosto 2026
Maria nella gloria della Risurrezione
1Cronache 15,3… 16,2 / Salmo 131 / 1Corinzi 15,54b-57
Luca 11,27-28
Apocalisse 11,19a… 12,10 / Salmo 44 / 1Corinzi 15,20-27
Luca 1,39-45
Maria “assunta in cielo”… cioè in terra.
Questa è la realtà che abbiamo celebrato oggi e commentato in tutte le sue sfaccettature.
Ma in quale “cielo” Maria è stata “assunta”?
Non in quello astrofisico stellare e men che meno in quello mitico, una sorta di olimpo cristiano…
In quel “cielo” che è stato portato “in terra” da Colui che ha fatto sua, in toto, l’umanità divenendo essere umano egli stesso facendo sì che ora il regno di Dio fosse in tutti e dappertutto.
Anzi la parte di cielo più terso è stata proprio lei, Maria è proprio in lei, nella sua carne e nelle sue viscere è iniziato il processo di “assunzione” di tutta l’umanità, che lentamente ma progressivamente ci sta coinvolgendo tutti e che contempliamo in Maria così compiuto: “assunta a tempo indeterminato!”.
Un cielo affatto “paradisiaco”, nel quale è ancora in atto una lotta a tutto campo, dove la vita è tuttora minacciata. Un travaglio, un parto, ma quel “figlio” è già nato in ciascuno di noi e c’è chi lo difende, chi “lo porta in Dio”, mentre la “madre” è nascosta nelle trame della storia che continua il suo percorso [Apocalisse 11 – I lettura].
La morte stessa ha perso tutto il suo potere cedendo il passo a Colui che l’ha “vinta” facendone un dono d’amore [1Corinzi 15 -II lettura].
Ora non poteva essere procrastinato a Lei lo stesso destino glorioso del corpo del suo figlio risorto. La sua “dormitio” nel sonno della morte - alla maniera orientale - o la sua incorruttibilità “nella” morte – all’occidentale-, sfociano nella piena e personale partecipazione al mistero pasquale di Cristo, “segno profetico” del destino personale e sociale di ogni essere umano e di tutta l’umanità: “un corpo solo in Cristo” (1Corinzi 12,12; Efesini 1,23).
È proprio nel dono d’amore, che pervade ogni autentica relazione vitale e generativa, che emerge quella “rivoluzione” attesa da sempre in tutte le fibre e che l’egoismo mortale tenta di frenare, addirittura di annientare mentre c’è Chi apre le sue mani accogliendo e “assumendo” ogni anelito di giustizia, di riscatto, strappandolo dalla sua inutilità e colmandolo della sua pienezza, per sempre mentre Maria ritorna nella sua “casa” [Luca 1 – Evangelo].
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