Vicina è la PAROLA
26 Luglio 2026
XVII Domenica dell’anno/a
Quasi per caso…?!
A volte succede di trovare, quasi per caso, quello che da tanto si cercava nella vita; oppure capitano cose che non si immaginava fossero così importanti, quasi determinanti, di cui avere bisogno e così non appariva chiaro all’inizio, ma tali si sono manifestate successivamente.
Si verificano situazioni impreviste eppure provvidenziali che nemmeno lunghe ricerche e mille ripensamenti avrebbero potuto rendere tali.
Succede così e diciamo che è sorprendente, nel senso che la vita stessa ci sorprende sempre con i suoi risvolti imprevedibili e accadimenti che non si possono però definire casuali.
È la vita stessa infatti che ci parla e la nostra storia diventa una “parabola”, a volte paradossale, e ci stupisce che lo sia per noi come per chi la condivide: insieme proviamo la stessa visibile gioia, la gioia di aver trovato!
Contestualizzazione evangelica di Matteo 13,44-52
Le ultime tre parabole, molto brevi, del tesoro nascosto nel campo (v. 44) e della perla preziosa (vv. 45-46), della rete (vv. 47-48), chiudono la serie del capitolo 13.
L’allegoria finale spiega però solo la terza (vv. 49-50) sulla falsariga della zizzania , facendo riferimento a un giudizio finale (vv. 36-43).
La conclusione riporta alla “comprensione” dell’insegnamento parabolico come caratteristica tipica del discepolo (cf vv. 34-36).
Le prime due evidenziano la fatica e la bellezza della scoperta: “i beni del regno” diventano prioritari per la loro gratuità e imprevedibilità anche nell’esistenza di chi è alla ricerca di un qualcosa “di più”. Rilevanti sono sia i soggetti – contadino/gioielliere/pescatore - sia il contenuto - tesoro e campo/perla/rete e pesci.
I destinatari delle parabole sono anzitutto le comunità dove convivono persone che “quasi per caso” hanno incontrato l’annuncio del vangelo di Gesù e chi, osservando da una vita la Torah, finalmente ora ne ha trovato il compimento in pienezza con una novità che riempie di gioia e spinge a scelte radicali (cf 9,16-17).
La comunità messianica è come “una rete” in cui però si è pescati da Gesù stesso senza troppe distinzioni (cf 4,18-22; 5,45); poi occorre un discernimento che avviene col tempo e con l’esperienza, non sempre facile, tra altri fratelli e sorelle (vedi le problematiche che Matteo affronterà nel capitolo 18!). Quello che oggi avviene così nelle relazioni comunitarie, avverrà anche alla fine del tempo e per tutta l’umanità.
Ancora, nella comunità la conoscenza di ciò che è “nascosto” non richiede alcun esoterismo, ma la semplicità di chi è disposto a fare l’esperienza dell’assoluta novità del vangelo del regno (cf 11,25-27).
Ambientazione liturgica
Si vede sui nostri volti la gioia di essere convocati alla celebrazione eucaristica?
Dopo tanto “cercare”, troviamo qui quanto desideriamo…? Forse anche di più e non lo sapevamo. L’atteggiamento del giovane Salomone, disorientato dai molti beni desiderabili, ci prospetta la reale possibilità di acquisire la capacità per discernere il meglio, non per sé ma per un popolo numeroso e che il Signore si è scelto [1Re – I lettura].
Ma occorre lasciare ogni pretesa di possedere la nostra esistenza, senza assicurarci una possibilità alternativa per il timore che le cose non vadano bene [Salmo 118].
La Parola proclamata e ascoltata ci permette di vedere in controluce la nostra storia e quella del mondo per vedere come “tutto concorre al bene di coloro che amano”, non di coloro che lo vogliono programmare o anticipare. Così la gioia ci viene strappata quando non avviene ciò che avevamo previsto o desiderato, mentre ci viene restituita nel sentirci profondamente conformati al Figlio [Romani 8 - II lettura], a Colui che diventa il “tesoro nascosto, la perla preziosa” e che ci “prende dentro” come in una “rete” [Evangelo].
Nei segni eucaristici c’è un tesoro nascosto da scoprire… ma non da possedere: sono gesti che ci accolgono e ci trasformano, facendoci partecipare all’esperienza di morte e risurrezione del Signore.
Preghiamo con la Liturgia
O
Padre, fonte della vera sapienza,
che in Cristo ci hai svelato
il tesoro nascosto
e ci hai donato la perla preziosa,
concedi
anche a noi
un
atteggiamento saggio e intelligente,
perché, attraverso le
realtà del mondo,
sappiamo apprezzare
il
valore inestimabile del tuo regno.
Amen.
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