venerdì 14 marzo 2025

Vicina è La PAROLA 16 Marzo 2025 II Quaresima/c Un luminoso cammino

Vicina è La PAROLA
16 Marzo 2025
II Quaresima/c
Dio si trasfigura nella nostra vita. Il commento al Vangelo di domenica 28  febbraio - Risveglio Duemila
Genesi 15,5…18 / Salmo 26 Filippesi 3,17- 4,1
Luca 9,28-36
Un luminoso cammino
Un tempo di “40 Giorni” proteso sulla Pasqua, un esodo per uscire da noi stessi e convergere con Cristo, crocifisso-risorto, il Signore verso il Padre.
Un cammino impegnativo per noi, ma non inedito poiché già percorso da Israele, da Abramo e dai Patriarchi, e infine da Gesù stesso: i nostri passi verso un nuovo futuro sono illuminati dallo Spirito del Risorto.
Lotta e combattimento (I domenica) 
per salire con Gesù sul monte dell’incontro con il Padre 
che ci trasforma e ci trasfigura. (II)
Seguiamo Gesù, il Figlio, che ci conduce con sé da morte a vita, nell’abbraccio del Padre
Ascoltando la sua Parola scopriremo di essere curati   (III)
     attesi e amati come figli/e   (IV)
     perdonati oltre ogni misura. (V)
Ambientazione liturgica
La seconda domenica è la tappa che segue alle prove affrontate da Gesù nel deserto per confermare la sua identità filiale messa in discussione dal “diavolo”, colui che cerca di opporlo e di divederlo dal Padre.
Ora Egli è sul monte con i suoi discepoli, davanti a loro la sua umanità è trasfigurata e il Padre lo rivela come figlio amato e mandato[eletto], prefigurando così la sua risurrezione.
Per il discepolo, come per il credente e l’intera comunità cristiana, si tratta di iniziare il percorso di “conversione”, di ritorno al battesimo -evento pasquale di rinascita- consapevoli delle difficoltà, delle sfide/prove, ma soprattutto che il Signore ha già percorso per primo questo cammino fino in fondo e che, attraverso la sua sofferenza e morte, ci ha manifestato e comunicato la Vita di figli, di figlie del Padre.
Siamo quindi invitati a iniziare il cammino quaresimale con fiducia perché già intravvediamo la meta gloriosa e gioiosa della nostra trasfigurazione.
Contestualizzazione evangelica di Luca 9,28-36
L’episodio della trasfigurazione di Gesù sul monte ai suoi discepoli, dopo la rievocazione delle prove nel deserto, nel racconto di Luca assume un significato particolare: siamo in cammino verso Gerusalemme (cf 9,51) nella direzione dell’uscita [esodo] del ministero di Gesù e nello stesso tempo già in vista della meta del nostro cammino quaresimale con questo anticipo di risurrezione.
Dopo la “dichiarazione” di Pietro e il primo annuncio della passione-morte-risurrezione con le conseguenti ricadute sulla sequela dei discepoli (cf vv. 18-27), ecco una tappa cruciale nella “salita” di Gesù a Gerusalemme (culmine suggerito dall’ultima prova in 4,9 e polo attrattivo di tutto il racconto lucano): sul monte con i tre discepoli a pregare. Quasi una pausa nella quale Egli cerca il Padre per scoprire il senso di ciò che è chiamato a compiere, nella quale appaiono anche i testimoni della rivelazione di Dio a Israele e della prima alleanza, Mosè ed Elia. Luca annota spesso che Gesù, in momenti cruciali per lui e per i suoi, si apparta a pregare (cf 3,21; 5,16; 9,18; 11,1). 
La nube avvolge tutti e anche i discepoli sono partecipi inconsapevoli di questa manifestazione divina: è un evento cristologico ed ecclesiale che coinvolge anche noi comunità celebrante nell’evento liturgico.
Anche la voce del Padre, dopo il Giordano (cf 3,22), qui è percepita da tutti affinché i discepoli “ascoltandolo” riconoscano in Lui il Figlio scelto e amato, e di conseguenza rincuorati lo seguano fino a Gerusalemme condividendo il destino messianico (cf v. 23). Per ora non possono esserne evangelizzatori, ignari di ciò di cui poi diventeranno consapevoli. (cf 2Pietro 1,16-18).
L’immersione di luce e di gloria è infatti un anticipo della pienezza che giungerà nel giorno di Pentecoste (cf Atti 2), ma che nascosta nella quotidianità della nostra umanità è ancora per noi un faticoso cammino in salita, come lo è stato per Abramo “terrorizzato” di fronte alla Parola che si alleava con lui promettendogli benedizione di vita feconda, ma di cui si fidava [Genesi 15 – I lettura].
In realtà, per il Figlio e per i discepoli è un’immersione nella volontà del Padre che apre anche a noi un varco negli abissi della nostra storia, nel nostro essere umano fragile -misero corpo- spesso dolorosamente sfigurato, gettando segni luminosi di un’invincibile speranza fondata sull’esuberante potenza dell’amore del Padre che si manifesta nel Risorto [Filippesi 3 -II lettura].
Preghiamo con la Liturgia
Padre, Dio misericordioso e fedele,
rivelaci il tuo Volto
e facci sentire la tua Voce
affinché ti cerchiamo intensamente.
Rinsalda la nostra fiducia
nel mistero della Croce di Gesù
perché lo seguiamo come suoi discepoli,
in una continua adesione amorosa a Te,
anche quando siamo nella prova 
e nella difficoltà.
Amen.


giovedì 6 marzo 2025

Vicina è La PAROLA 9 Marzo - 6 Aprile 2025 Quaresima/c Amati come figli, ci amiamo da fratelli e sorelle

Vicina è La PAROLA
9 Marzo - 6 Aprile 2025
Quaresima/c









Amati come figli, ci amiamo da fratelli e sorelle

L’itinerario quaresimale del “ciclo c” è proposto a noi battezzati affinché avvertiamo il bisogno e il desiderio di ritrovare, nella verità e nella novità, il nostro rapporto personale di figli e, figlie con il Padre. L’invito a seguire il Signore Gesù, Figlio del Padre, se accolto, aiuterà ciascuno a riscoprire e rinnovare la sua identità filiale e, dato che ogni tempo liturgico è rivolto alla comunità, questo rinnovamento sfocerà in un necessario impegno di fraternità.

Ci viene proposto quindi un cammino di “ritorno”, un nuovo “esodo: uscire per convergere nel Signore [conversione], incontrarlo e farsi condurre da Lui alla scoperta dell’Amore sempre nuovo e misericordioso del Padre che ci ama da Madre.

Non celebriamo infatti solo una tappa della nostra storia di salvezza, ma un itinerario che ci coinvolge intimamente e ci conduce al centro dell’esperienza cristiana: così scopriremo anche gli altri come fratelli e sorelle.

Sentirci curati, accolti e abbracciati, perdonati, come ci annunciano gli evangeli domenicali, ci farà sperimentare che l’essere figli/e in Gesù ci dona autentica libertà e vera capacità di amare.

In questo cammino, la Pasqua è nello stesso tempo meta e dinamica centrale della celebrazione e della vita. Ogni domenica, “Pasqua settimanale”, ciascuno potrà trovare compiuto il suo impegno quotidiano di passare “dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli” (1Giovanni 3,14) proprio nell’assemblea che celebra l’Eucaristia.

La Pasqua del Signore Crocifisso-Risorto coinvolge la sua comunità che la celebra, la vive e la proclama anche in modo solenne come “memoriale annuale” nella “settimana santa” [Domenica di Passione - Triduo sacro].


Ambientazione liturgica

Come gli altri cicli liturgici quaresimali anche questo si scandisce in due momenti.

A - Introduzione al cammino: I e II domenica che sono come i due pilastri d’ingresso a tutta la quaresima e alle successive tre.

I domenica: Gesù “messo alla prova come figlio è vittorioso, anticipando la sua passione.

II domenica: Gesù è trasfigurato davanti ai suoi discepoli e il Padre lo rivela come figlio amato e mandato[eletto], prefigurando così la sua risurrezione.

Per il discepolo, come per il credente e l’intera comunità cristiana, si tratta di iniziare il percorso di “conversione” e di “ritorno” al battesimo -evento pasquale di rinascita- consapevoli delle difficoltà, delle sfide/prove, ma soprattutto che il Signore ha già percorso per primo questo cammino fino in fondo e che, attraverso la sua sofferenza e morte, ci ha manifestato e comunicato la Vita di figli, di figlie del Padre.

Siamo quindi invitati a iniziare il cammino quaresimale con fiducia perché già intravvediamo la meta gloriosa e gioiosa della nostra trasfigurazione.

B - Catechesi quaresimale: III-IV-V domenica

Attraverso i testi dell’AT, di Paolo, di Luca e di Giovanni, abbiamo a disposizione un annuncio proposto da più “soggetti”, Israele – la Comunità cristiana – Gesù, che ci accompagnano attraverso un itinerario tematico, biblico e catechetico:

* dal memoriale alla novità della svolta profetica [I Lettura AT]

* l’accoglienza della vita in Cristo, pienezza dell’esistenza umana e della storia di Israele nell’esperienza della comunità cristiana [II Lettura Paolo]

* il ritorno, seguendo il Signore Gesù, al primo e fecondo amore [Evangeli - III) poiché in Lui siamo amati come figli/e (IV) oltre ogni misura (V).


Contestualizzazione evangelica di Luca 4,1-13 - I domenica

Deuteronomio 26,4-10 / Salmo 90 Romani 10,8-13

Lo Spirito che “conduce/guida” Gesù nel deserto, non ci collega soltanto al battesimo nel Giordano dove è apparso su di Lui per confermarne l’identità filiale e messianica proclamata dalla voce dall’alto, ma qualifica tutta la sua missione futura come combattimento e lotta.

Nel deserto: che già per Israele è stato il luogo della libertà provata (cf Esodo) e dell’ascolto (cf Salmo 95,8-9), della seduzione e del ritorno al Signore, primo amore (cf Osea 2,16…22).

Le “prove” sono avanzate dal diavolo, il divisore che tenta di separare Gesù dal Padre stesso, opponendosi così a Lui in quanto figlio e alla missione che Egli gli affida. 

Gesù ne esce fedele al Padre, come manifesterà poi in tutta la sua esistenza storica, infatti per Luca questo è soltanto il primo scontro che culminerà nella sua passione (cf v. 13).

Egli si manifesta figlio fedele soprattutto con il suo rifiuto di servirsi della sua potenza come un potere magico che risolve in modo irresponsabile e per fini egoistici i problemi dell’esistenza umana. Gesù riconosce solo l’affidamento al Padre da cui, come il Figlio, riceve tutto ciò che è e che ha (cf vv. 3-8). 

Infine, come preludio della sua salita a Gerusalemme, Egli respinge ogni protezione di privilegio nell’affrontare la sua passione: sarà sostenuto solo dall’amore del Padre fino alla fine, nelle cui mani consegnerà la sua stessa vita (cf vv. 9-12; 23,34ss.). In questo senso Gesù è il compimento di tutta la vicenda storica di Israele e il modello del cristiano che vuole seguirlo.


Preghiamo con la Liturgia

O Padre,

ascolta la nostra preghiera

iniziando il cammino dei 40 giorni.

Accompagnaci con la luce 

e la forza del tuo Spirito

perché possiamo seguire più da vicino 

il tuo figlio Gesù.

Vincendo insieme a Lui

le resistenze del nostro egoismo

scopriremo che anche noi 

siamo tuoi figli e figlie,

amati e riconciliati nel tuo Spirito.

Amen.


Sembra facile: Domenica 13 settembre 2026 - XXIV TO/A

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