Vicina è la Parola
18 gennaio 2026
II Domenica dell’Anno/A
Isaia 49,3…6 / Salmo 39
1Corinzi 1,1-3
Giovanni 1,29-34
Il nostro intento è anzitutto quello di rispondere all'invito di papa Francesco rivolto alla chiesa italiana riunita a Firenze nel Novembre 2015: “…permettetemi solo di lasciarvi un’indicazione per i prossimi anni: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni”.
Vicina è la Parola
II Domenica dell’Anno/A
Isaia 49,3…6 / Salmo 39
1Corinzi 1,1-3
Giovanni 1,29-34
Vicina è la Parola
Giovanni 1,1-18:
Giorno
del Natale e Domenica di Natale
Luca
2,1-52:
Notte / Aurora del Natale – Santa Famiglia
Comunque sia nata questa Festa nelle comunità
cristiane, essa non ci viene riproposta annualmente per celebrare il compleanno
di Gesù o per rappresentare la sua presenza di bambino in mezzo a noi.
Continuiamo a festeggiare con ammirazione stupita il
mirabile prodigio del “Dio Bambino” che riesce sempre, in qualche modo e dopo
duemila anni, a suscitare i nostri migliori sentimenti di tenerezza e di
bontà... che nel mondo in cui ci troviamo a vivere, sarebbe già un grande
successo! Tuttavia non credo che
Dio abbia “progettato” dal “principio” di “farsi uomo” solo per risvegliare quel tanto di infantile che ancora
languisce in noi, ma piuttosto per continuare a tener vivo il senso di umanità
che spesso rischiamo di smarrire se non di distruggere!
Contemplarlo Bambino ci permette di arrenderci
all’evidenza di un’umanità ancora degna di essere assunta e amata, sempre
nuovamente rigenerata.
Il
Verbo-Parola del Padre è diventato carne
Questo è l’annuncio dell’Evangelo secondo Giovanni (1,14)
che ascoltiamo nella celebrazione del “Giorno” del Natale e che riecheggerà
nelle liturgie domenicali natalizie.
La comunità cristiana, nata dall’evento della
risurrezione, ha sviluppato la sua esistenza storica da quel mistero di
morte-vita che il Crocifisso-Risorto continua a celebrare con noi e che ha già
iniziato ad esistere nel ventre di Maria
quando la divinità del Figlio si è unita con la sua e nostra umanità.
Una Parola che è
Vita / Luce di ogni essere umano e che noi abbiamo visto nella sua piena manifestazione [gloria del Padre], amore gratuito e verità.
Un dialogo primordiale che coinvolge ed include
silenziosamente ogni essere vivente, inesorabilmente prima ancora che qualcuno
riesca a sentirlo.
La Parola proclamata ora nella comunità non viene più dall’alto,
ma emerge dalla nostra stessa umanità, si esprime con le nostre parole…
finalmente udibile e comprensibile.
Le Letture bibliche che ascoltiamo in questo tempo
natalizio ci testimoniano “le cose che si dicevano di Lui”… mentre
ancora nessuno nemmeno lo aveva sentito parlare.
Eppure quanto dice a chi lo incontra!
“I pastori se ne tornarono, glorificando Dio, per tutto quanto avevano udito e
visto” (Luca 2,20). Se lo passano di braccia in braccia, e chi lo vede
finalmente vede la Luce (cf 2,28.32); gli altri dicono di Lui cose
mai udite che fanno lo stupore di suo padre e sua madre (cf 2,33), ma Lui tace ancora.
È ancora Maria
che custodisce tutte questi fatti-parole [cose] meditandole nell’intimo
di lei…. come è chiamato a
fare ciascuno di noi “vivendo la Parola”.
Cieco Natale
Natale: i temi sono esauriti.
E tuttavia c’è sempre spazio
nel cuore perché un altro
fiocco di neve riveli lo schema.
L’Amore bussa con dita così gelate.
Guardo fuori. Nell’ombra
di un Dio così vasto, io tremo, incapace
a causa del bianco di scoprire il bambino
R.S. Thomas, Blind Noel, in No Truce with the Furies.
In preghiera
O Dio, nostro Creatore e Padre,
in modo mirabile hai fatto l’essere umano a tua
immagine,
e in modo ancor più meraviglioso
lo hai rinnovato con la nascita umana del tuo Figlio,
concedi a noi di partecipare alla vita divina di
Cristo,
che oggi è divenuto nostro fratello.
Dio è con noi!
È questa la promessa che attraversa la storia della salvezza e che si realizza OGGI mentre siamo riuniti per la celebrazione eucaristica nella quale risuona l’annuncio dell’incarnazione del Figlio di Dio, l’Emmanuele: Dio-con-noi.
Le promesse di Dio si realizzano nella storia di un popolo, di una famiglia, di un uomo Giuseppe sposo di Maria e nella nostra esistenza personale.
Tutto cambia nella logica dell’amore del Padre che realizza il suo progetto di salvezza per tutti gli esseri umani, anche se nulla appare e se il segno contrasta con ogni altra affermazione di forza e di potenza umana.
Oggi, nella Parola
Il profeta Isaia [I lettura] prefigura il realizzarsi del sogno dell’umanità nuova e di Dio nel "segno" che Egli stesso darà al re Acaz, sconfiggendo le sue paure e le sue false sicurezze: una ragazza, già in tempo di nozze, darà alla luce un figlio: Dio-con-noi.
Ora questa profezia si è realizzata per ogni persona umani, annuncia l’apostolo Paolo ai cristiani di Roma [II lettura]: tutti sono gratuitamente amati dal Padre con un amore “fatto carne in Gesù” che è diventato il Signore della vita con la sua risurrezione più forte della morte.
L’inaudito di Dio, avviene nell’esistenza di due giovani promessi sposi: Maria e Giuseppe che hanno ascoltato e accolto il suo annuncio, nell'obbedienza e nella fedeltà, facendo spazio alla sua Vita generata in loro e prendendosene cura, così che ogni credente potrà farne esperienza [Evangelo di Matteo].
Colmati di gioia per l’amore che ci è donato, con il Salmo 23 acclamiamo al Signore che vive tra noi.
Il seme fecondo di una umanità nuova, svolta epocale, si compie oggi nel mistero pasquale di questa eucaristia che celebriamo nell’attesa del suo ritorno glorioso.
Come sempre, la Parola ci interpella e ci chiede una scelta: fermarci esitando e calcolando, o aprirci con fiducia ad accogliere il sogno di Dio per tutti gli esseri umani?
Oggi della nostra storia
“Egli, che come Dio era Tutto,
ma sempre dall’altro lato del confine,
nell’eterno riserbo;
è venuto al di qua del confine
ed è stato ora presso di noi, con noi.
Di questo evento parla il Natale.
Questo è il suo contenuto, questo soltanto”.
Romano Guardini
Vicina è la Parola
14 dicembre 2025
Avvento domenica iii/a
Vicina è la Parola
14 dicembre 2025
Avvento domenica iii/a
Una speranza per tutti: Dio si è fatto vicino!
Annuncio di gioia per chi da povero si fida di Lui.
Isaia 35,1…10 / Salmo 146,7-10
Giacomo 5,7-10
Matteo 11,2-11
Che effetto fa la GIOIA?
“Dov’è la GIOIA, dov’è… mi chiedo dov’è. Dimmi dov’è…” cantavano le Vibrazioni a Sanremo2020 e mi ritorna nel celebrare questa III domenica dell’Avvento.
Si saranno chiesti lo stesso i deportati in Babilonia ritornati in patria,
“i riscattati dal Signore”, dopo aver percorso “una strada [da Lui] appianata… una via santa”.
Dov’è ora quel “giubilo in Sion”? Eppure avevano “irrobustite le mani fiacche e le ginocchia vacillanti, gli smarriti di cuore”.
Le cronache di Esdra e Neemia ci dicono che non è stata tutta una festa!
Mettendosi in cammino avevano creduto alla gioiosa profezia di Isaia [35 - l lettura]
“Si rallegri il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca. Sì! Canti di gioia e con giubilo”.
Anche ai ciechi si apriranno gli occhi… ai sordi gli orecchi… la lingua del muto griderà di gioia.
Una volta ritornati, devono ancora continuare a credere che “felicità perenne splenderà
sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto”.
Una delusione?
Forse… oppure una ricerca e un cammino che non finiscono mai.
Ambientazione liturgica
“Sei tu Colui-che-deve-venire e dobbiamo aspettarne un altro?” [Matteo 11 – Evangelo]
Ci sorprende che questa domanda venga proprio da chi il Messia avrebbe dovuto riconoscerlo bene, da colui che lo aveva “indicato presente nel mondo” (cf Giovanni 1,6-8.15; 19-36). Ora, incarcerato da Erode, e forse deluso anche lui perché “Chi viene” non si presenta come “un giustiziere” (cf Matteo 3,1-12), uno che compie sì le profezie, ma con una “buona notizia rivolta ai poveri”: “Beati i poveri nello spirito… quelli che piangono… che bramano un nuovo rapporto con Dio... e sono perseguitati” (cf Mt 5,1-10) come adesso il battezzatore.
Ci sono dei segni… ma occorre saperli vedere.
Saper ascoltare per vedere!
In mezzo agli innumerevoli segni di dolore e di morte che ci assillano occorre essere capaci di cercare quelli di vita. Come fa “l’agricoltore che aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto… la venuta del Signore”. [Giacomo 5 – II lettura]
Abitiamo una terra che non è più solo nostra (una “valle di lacrime”), ma una terra abitata dalla sua definitiva e fedele presenza [Salmo 145], che Lui ha reso feconda e capace di far fiorire la gioia!
Mi chiedo, celebrando l’eucaristia con la mia comunità, con quale coraggio i miei fratelli presbiteri di Gaza o di Goma… proclameranno questa Parola e con quale stato d’animo le loro comunità l’accoglieranno. I loro volti saranno sicuramente rigati di lacrime che si asciugheranno gli uni gli altri, sentendo sul loro viso la carezza del Signore.
Ecco dov’è la gioia!
Cerco di capire quello che non so capire
fuori vola polline e ho creduto fosse neve
e non mi sento contento.
Chissà se poi sono io quello allo specchio.
Cerco dai vicini la mia dose giornaliera
di sorrisi ricambiati per potermi poi sentire
socialmente in pace con il mondo e con il mio quartiere.
Chiedimi se dove sto sto bene, se sono felice.
Chiedimi qualsiasi cosa, basta che mi dici
Dov'è, dov'è, dov'è, dov'è la gioia, dov'è…
Mi chiedo dov'è quel giorno che non sprecherai.
Il cielo rosso, l'orizzonte.
E l'odio arreso al bene dov'è, mi chiedo dov'è?
Cerco di sentire quello che non so vedere.
La mia solitudine è sul fondo di un bicchiere
d'acqua che m'inviti a bere.
Ho sete di stupore, mi puoi accontentare?
Chiedimi se sono fuori posto in questo posto.
Chiedi tutto basta che qualcuno mi risponda adesso.
Dov'è, dov'è, dov'è, dov'è la gioia, dov'è…
Mi chiedo dov'è?
E rimango già qui, rimango così e non ci penso più.
Ho una clessidra ferma al posto del cuore
e un piano alto dove puoi vedere tutto.
Rimango così, rimango così e non ci penso più
E allora chiedimi se sono fuori posto in questo posto.
Chiedi tutto basta che qualcuno mi risponda adesso.
Dov'è, dov'è, dov'è, dov'è la gioia, dov'è…
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